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Ancora procedibilità a querela: un bilanciamento necessario

procedibilità a querela

Entra in vigore il 9 maggio il d.lgs. 36/2010 che modifica il regime di procedibilità di alcuni reati, in attuazione della delega di cui alla legge 103/2017.

Cosa cambia

In linea di principio, la querela di parte è disposta per:

– i reati contro la persona puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a quattro anni (con l’eccezione per il delitto di violenza privata);
– per i reati contro il patrimonio previsti dal Codice penale.

Viene fatta salva, in ogni caso, la procedibilità d’ufficio qualora la persona offesa sia incapace per età o per infermità, ricorrano circostanze aggravanti a effetto speciale ovvero le circostanze aggravanti di cui all’articolo 339 c.p., o in caso di reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravità.

Le fattispecie modificate

In particolare i reati interessati dalle modifiche sono:

REATI CONTRO LA PERSONA:

  1. minaccia (art. 612 c.p.)
  2. violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale (art. 615, 2 comma, c.p.)
  3. falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche (art. 617-ter c.p.)
  4. falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-sexies c.p.)
  5. Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni (articolo 619, primo comma, c.p.)
  6. Rivelazione del contenuto di corrispondenza commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni (articolo 620 c.p.).

REATI CONTRO IL PATRIMONIO:

  1. Truffa (art. 640 c.p.)
  2. Frode informatica (art. 640-ter c.p.)
  3. Appropriazione indebita (art. 646 c.p.).

Cosa accade ai reati commessi prima e ai procedimenti pendenti

Infine, sono importantissime le disposizioni transitorie, che riguardano i reati già avvenuti e i procedimenti già pendenti al momento dell’entrata in vigore del decreto. L’art. 12 dispone a riguardo che:

-per i reati perseguibili a querela in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato.

-se è pendente il procedimento, il pubblico ministero, nel corso delle indagini preliminari, o il giudice, dopo l’esercizio dell’azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, informa la persona offesa dal reato della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa viene informata.

Risulta, quindi, necessario adeguarsi immediatamente alle nuove previsioni, a maggior ragione se ricorre una delle due ipotesi sopra elencate.

Le ragioni di un bilanciamento

Si tratta di una modifica non di poco conto: lo scopo? Da un lato, quello di selezionare ulteriormente le condotte punibili, in base alla loro effettiva gravità. Dall’altro, quello di lasciare alla persona offesa il potere di decidere nei casi in cui il bene offeso sia strettamente individuale. Come insegna il diritto penale classico, la querela non è un istituto nato unicamente al fine di limitare la procedibilità nei reati considerati dal legislatore meno gravi. La sua seconda, ma non per importanza, funzione è quella di tutelare la sensibilità e l’individualità della persona offesa che in alcuni casi può essere stata talmente tanto turbata dall’evento del reato, da ritenere un’offesa ulteriore l’eventualità di doverlo rivivere in un’aula di Tribunale, valgano come esempio le fattispecie che riguardano i cosiddetti reati sessuali.

L’effetto ultimo di questa novella è poi quello di concentrare l’azione punitiva su alcune condotte, ritenute essenzialmente più gravi, al fine di rendere maggiormente effettiva la persecuzione delle stesse. Del resto, l’immagine cui riconduciamo l’idea della giustizia è quella della bilancia: occorre un intervento del legislatore che non sia smodato e arbitrariamente severo, ma che bilanci gli interessi in gioco, allo scopo di un’efficace tutela degli stessi.

Avv. Serena Miceli

Avv. Michele Bonsegna