Assolti

Erano accusati di aver commesso una truffa ai danni dell’Inps, per oltre 12 mila euro, dichiarando giornate lavorative mai effettuate.

Tuttavia, i difensori hanno dimostrato, già in udienza preliminare, che le accuse erano prive di fondamento. Il Gup, Dott. Giovanni Gallo ha, così, pronunciato sentenza di non luogo a procedere “perchè il fatto non sussiste“.

Così, l’articolo di Lecceprima:

A rischiare il processo erano: Giuseppe Landolfo, 33 anni, residente a Veglie, Damaso Ciricugno, 25, di Leverano, Tommaso Niccoli, 44, di Veglie, Carmela Sanasi, 41, originaria di San Pietro Vernotico ma residente a Veglie, Federico Zimmari, 34, di Veglie, Cosimo De Ferraris, 51, di Veglie, Genoveffa Patera, 45, di Veglie, Monia Stracapede, 46, originaria di Copertino ma residente a Veglie, Giovanna Tondo, 50, di Veglie. Stando all’inchiesta, nata dalla denuncia di un ex dipendente, Landolfo, presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa che gestisce un oleificio a Veglie, dall’8 febbraio 2013 e il 19 giugno 2015, avrebbe denunciato rapporti di lavoro fittizi, ingannando così l’Inps. Ma l’accusa non ha retto.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna e Paolo Spalluto.

Si conclude, dunque, con esito favorevole una vicenda che aveva preso le mosse da un’accusa grave come quella di una mega truffa.

L’udienza preliminare recupera così il ruolo che le è assegnato dal codice di procedura penale: non un mero passaggio da una fase all’altra, ma un filtro accurato di ciò che merita il dibattimento da ciò che invece richiede una definizione immediata, tramite sentenza di non luogo a procedere.